on 1 giugno 2009 by Marco Nicosia in Attualità, Commenti disabilitati
Arriva la generazione dei «nativi digitali»
con i videogame.
I bambini di oggi già all’asilo hanno capacità di decrittare icone su televisioni e computer.
Come saranno una volta adulti
?
«Dal 2000 circa in poi il genere umano ha subito un’ulteriore evoluzione. Dopo l’Homo sapiens sapiens è la volta del
la generazione dei nativi digitali. Una nuova umanità figlia di cellulari e videogiochi, che ha già un cervello diverso dal nostro» ha spiegato all’agenzia Adnkronos Salute Tonino Cantelmi, docente di psichiatria dell’Università Gregoriana di Roma e presidente dell’ Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici.
«Abbiamo esaminato un vasto campione di bimbi, nati a partire dal 2002.
Concentrandoci sulle caratteristiche dei nativi digitali, figli della “generazione di mezzo” e nipoti dei “predigitali” – chiarisce lo psichiatra, che a questo tema ha dedicato un libro, «L’immaginario prigioniero» (Mondadori), scritto con la psicoterapeuta Maria Rita Parsi – Questi piccoli hanno un apprendimento più percettivo e meno simbolico, e sono dotati di abilità viso-motorie eccezionali. Una volta adulti – aggiunge – saranno spesso uomini e donne incapaci cioè di riconoscere le emozioni interne, ma abilissimi a rappresentarle». Inoltre saranno ragazzini e poi giovani «multitasking», capaci di utilizzare contemporaneamente vari mezzi tecnologici senza timore o paura.
SARÀ DIFFICILE «CAPIRLI» – Per la generazione dei nativi digitali, che in questi anni sono ancora sui banchi di materna ed elementare, «le emozioni non sono vissute, ma piuttosto rappresentate.
Saranno abilissimi a tecnomediare le relazioni. E, naturalmente, comunicare con loro sarà difficile sia per la generazione di mezzo, che per i predigitali», prevede Cantelmi. Infatti l’uso di vari strumenti tecnologici fin da bambini attiva aree cerebrali differenti.
E predispone a svelare senza fatica i segreti delle strumentazioni più high-tech. Tutti genietti del computer, dunque? «Non solo, questa generazione – racconta lo psichiatra – nasce con l’esperienza della democrazia dal basso.
La pressione del gruppo di coetanei con cui si condividono le chiacchiere digitali sarà fortissima, e presto sulla rete si commenteranno eventi e avvenimenti, piccoli e grandi». Dall’uscita di un film in 3D, all’apertura del negozio sotto casa.
Il futuro dei nativi digitali, secondo Cantelmi, è sempre più scritto nei blog.
E la Rete «muterà per alimentare le passioni e i modi di socializzazione di questa generazione in crescita.
Affamata di novità – conclude – e bravissima a sintetizzare con un’icona i suoi messaggi al clan degli amici», via mail su telefonini sempre più ricchi di applicazioni.
Tags: adulti, Arriva la generazione dei «nativi digitali», cervello, comunicare, emozioni, evoluzione, telefonino











































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