on 12 giugno 2009 by Marco Nicosia in Attualità, Commenti disabilitati
Internet, pc censurati: gli utenti cinesi si ribellano al governo
A scatenare la rivolta è stata una circolare del Ministero dell’industria e della tecnologia informatica che impone a tutti i costruttori di personal computer di dotare gli apparecchi di un software che blocca automaticamente
una serie di siti indesiderati.
La circolare, la cui esistenza è stata rivelata dal Wall Street Journal, afferma che l’obbligo di montare sui propri pc il software, chiamato Green Dam-Youth Escort, entrerà in vigore dal 1/o luglio.
Inoltre, il 74% pensa che comunque non funzionerà e il 93% dichiara di non aver intenzione di pagare un costo addizionale per il software.
L’opposizione di gran parte degli internauti cinesi alla nuova forma di censura si è espressa anche in interventi sui blog e le chat-line su Internet e con lettere ai giornali.
“Qual è la definizione di contenuto “sgradito”? Perché i cittadini che pagano le tasse devono sostenere il costo dell’ installazione (sui pc) di un software obbligatorio ma privo di senso?”, si è per esempio chiesto un giovane intervenuto sul sito Sohu.com.
Ecco quello che ha scritto un insegnante sul popolare blog EastSouthWestNorth: “…siamo stati costretti ad installare questo software, per questo sono venuto su questo sito web, per maledirlo.
Dopo l’installazione, è impossibile aprire alcuni dei siti più innocenti… gli studenti amavano i giochi come il 4399 ma non riescono più ad aprirli… un sito chiamato ‘Network News’ è stato bloccato perché ‘pornografico’…”.
“Le vacanze estive si avvicinano – ha dichiarato – e molti genitori cinesi si preoccupano di quelle che possono vedere (sulla rete) i loro figli…questo è lo scopo del software”. Dello stesso parere il portavoce del ministero degli esteri Qin Gang, che ha risposto ad un fuoco di fila di domande dei giornalisti stranieri affermando che “chi ha un figlio o sta per avere un figlio può capire” le ragioni dell’imposizione.
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