on 3 marzo 2009 by Marco Nicosia in Facebook, Commenti disabilitati

PERICOLO ON LINE

I frequentatori dei social network si chiedono dove hanno trovato o troveranno riparo i 90.000 maniaci identificati ed espulsi da ‘Myspace’ negli ultimi due anni.

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E l’allarme ha investito ‘Facebook’

Che molestatori sessuali e pedofili si nascondano dietro le maschere virtuali delle chat non è una novità. Ma i frequentatori dei social network si chiedono ora dove hanno trovato o troveranno riparo i 90.000 maniaci identificati ed espulsi da ‘Myspace’ negli ultimi due anni.

E l’allarme ha investito ‘Facebook’, al centro di un clamoroso boom con circa 160 milioni

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di utenti in tutto il mondo.

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John Cardillo, un ex poliziotto che si è occupato dell’operazione di ‘pulizia’, ha lanciato l’allarme.

Citato dal “Sun”, Cardillo ha spiegato che “Facebook potrebbe essere ancora un rifugio per queste

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persone.

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In pochi giorni bbiamo trovato 8487 registrati che in passato hanno commesso reati a sfondo sessuale facendo una ricerca di base a cui ogni utente può accedere”.

I responsabili di Facebook hanno assicurato una politica di “tolleranza zero” contro queste categorie di persone, ma secondo Cardillo, “i meccanismi interni per affrontare i reati a sfondo sessuale che Facebook sostiene di avere sono tristemente inadeguati” e ha spiego che “senza avere accesso a qualsiasi sistema interno di facebook abbiamo semplicemente usato la stessa funzione di ricerca che chiunque può usare e abbiamo trovato i trasgressori”.

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